Lindsey Vonn

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Lo sport mi ha insegnato tanto, ma non mi ha mai spiegato quello che sarebbe venuto dopo di lui.

Da quando mi sono ritirata sono cambiate molte cose nella mia vita, e sto ancora cercando di capire quali sono quelle che mi piace fare e quali no.

A volte mi sento come se fossi appena uscita dall’high school e avessi davanti a me un’infinità di strade tra cui poter scegliere.

 

Anche se con gli sci ai piedi ho ottenuto grandi risultati, tutti i successi e tutto il credito guadagnato, al di fuori della bolla dello sport sono soltanto un bel biglietto da visita.

Devi sempre essere pronta ad imparare cose diverse e ad accettare il fatto che tutti i nuovi inizi vanno affrontati a piccoli passetti.

Babysteps.

E non è facile quando prima eri abituata a tutta un’altra velocità.

 

Mi ci è voluto un po’ di tempo, ma lo sport mi ha insegnato anche una buona etica del lavoro e oggi sono molto felice di dove sono con la mia vita.

 

Tra le cose che sto sperimentando in questo periodo c’è anche l’avventura dietro al microfono, per commentare alcune gare della stagione in corso.

È stato molto divertente e me la sono goduta per davvero, nonostante le alzatacce e nonostante avrei preferito poter fare le telecronache sul posto, per cogliere dal bordo pista tutte quelle piccole sfumature di una gara, che solo l’occhio chi ha dedicato tutta la vita allo sci può intuire.

Uno sci che sbatte sul terreno, la durezza della neve, una nuvola che copre il sole a metà: spesso, il segreto per capire lo sport si racchiude in questi intangibles, che sono effimeri e silenziosi ma che fanno la differenza, soprattutto in quelle discipline dove basta un battito di ciglia a farti vincere oppure no.

Lindsey Vonn

Mi sarebbe piaciuto viverle di persona, perché l’emozione sarebbe stata completamente diversa, ma è stato comunque bello, per un attimo, risentirmi dentro il circuito.

Parte di un qualcosa che, in fondo, non ho mai abbandonato e che, ne sono certa, mai mi abbandonerà.

Ancora oggi sono in contatto con molte delle ragazze del circuito, seguo tutte le gare, mi esalto e mi dispero per loro dal divano di casa.

Per un po’ mi è mancata la competizione, ma ora che mi sento serena posso godermi un angolo diverso della narrativa.

Durante il corso della mia carriera sono sempre stata molto aperta ai media, perché è una parte importante della mia personalità.

Nel corso degli anni credo di aver fatto un buon lavoro nel bilanciare l’equilibrio tra gli aspetti professionali e quelli personali della mia vita, senza nascondere nulla del mio carattere e allo stesso tempo senza rivelare mai cose troppo private.

Non mi sono mai raccontata per quello che non sono, e questo è già un successo.

A volte capita che la troppa onestà non paghi, ma quando a qualcuno non sono piaciuta almeno sono sicura di non essergli piaciuta restando fedele a me stessa.

Come atleta sei sempre un po’ prevenuto, e critico, nei confronti di chi, per mestiere, è chiamato a giudicare la tua performance.

Loro sono al caldo, dietro ad un monitor, sei tu quella in pista lanciata a 100 all’ora.

Ma quando ti ritrovi dall’altra parte della barricata, ti rendi conto di come esprimere un’opinione in un arco di tempo così ristretto sia davvero complicato e di come il paradigma si ribalti rispetto a quando avevi un pettorale addosso.

Lindsey Vonn

È una parte importante del gioco.

È una parte importante soprattutto in una stagione come questa, in cui la pandemia sta mettendo a dura prova tutti gli sport e il tradizionale svolgimento dei campionati.

Vedere come lo sci sia stato in grado di ospitare tutti questi eventi e di continuare a gareggiare è davvero molto sorprendente.

Resterà comunque una stagione unica, senza precedenti.

Non mi stupisce, per esempio, vedere così tanti infortuni perché nessun atleta quest’anno ha potuto ultimare la preparazione come era solito fare in passato.

Allenarsi su un ghiacciaio e poi gareggiare sulla neve di Kitz sono due cose molto diverse, e quando sei sempre al limite, sono proprio questi dettagli a fare la differenza.

 

È strano anche vedere le zone di arrivo senza pubblico o con poche decine di persone, ma il semplice fatto che tutto si stia svolgendo quasi regolarmente è la perfetta fotografia della qualità delle persone che ci sono nel circuito ed è un bel segnale per il futuro dello sci.

 

E nel futuro più prossimo dello sci alpino ci sono i Mondiali di Cortina 2021, che, per me, saranno un evento davvero speciale.

Quando guardo indietro mi rendo conto di avere tantissimi Cortina’s moments, nella mia carriera, ed è per questo che sento un legame fortissimo con le sue piste e con la sua gente.

Lindsey Vonn

Lì ho battuto il record di vittorie in Coppa del Mondo, a coronamento di un weekend da sogno con tre vittorie in tre giorni. Tra il pubblico c’erano anche i miei genitori e mia mamma in particolare, che in tanti anni di viaggi e di gare in Europa, è riuscita a vedermi sciare soltanto un paio di volte.

Non dimenticherò mai le sensazioni di quella giornata.

Poi, sempre lì, ho dato anche il mio ultimo arrivederci alle gare, con quell’abbraccio speciale a Sofia e il mazzo di fiori gigante.

Questi saranno i miei primi Mondiali da semplice spettatrice e il fatto che saranno proprio a Cortina renderà molto complicato nascondere la nostalgia.

I questi grandi eventi si esprime sempre il meglio del nostro mondo, con tutti gli atleti, tutti gli addetti ai lavori e tutte le attenzioni mediatiche concentrate in un posto solo.

È elettrizzante e difficile da gestire, come è giusto che sia.

Anche per me all’inizio è stato molto laborioso trovare la formula giusta per farmi trovare pronta ai Mondiali.

Nella Coppa del Mondo competevo in cinque discipline diverse, e dovevo riuscire a bilanciare le mie energie fisiche e mentali per arrivare comunque pronta anche sul palcoscenico più importante dell’anno.

I Mondiali te li ritrovi lì, in mezzo ad una stagione in cui stai già lottando per le Coppe di specialità e per la classifica overall. Devi avere la capacità di non perdere di vista il quadro generale e contemporaneamente focalizzare la tua preparazione per quelle gare, che da sole valgono medaglie pesanti.

Lindsey Vonn

All’inizio della mia carriera faticavo a gestire la pressione.

Ricordo che dopo l’edizione del 2005, in cui avevo raccolto due quarti posti, ero talmente triste e arrabbiata con me stessa che sono stata costretta a ripensare completamente il mio approccio a questi appuntamenti.

Sono proprio le cadute, gli infortuni, gli ostacoli e gli errori a renderti un’atleta migliore. Il talento è un dono magnifico, ma devi combinarlo con il lavoro e con la pazienza, perché certe lezioni importanti possono essere insegnante solo dallo scorrere del tempo.

Ho capito che, nello sport, se non stai migliorando allora stai peggiorando, perché gli altri stanno migliorando di sicuro.

Devi mantenere il tuo equilibrio e continuare ad imparare.

Con il passare delle stagioni, ho iniziato a vivere gli eventi Mondiali isolandoli da tutto il resto, concentrando tutte le mie energie sul singolo giorno, sulla gara, sulla pista.

E nient’altro.

Questo mi ha permesso di sconfiggere la pressione e di andare oltre le difficoltà, perché nei Mondiali non c’è domani, e non c’è classifica a cui guardare.

Ci siete solo tu, le altre e il cronometro.

È questo a renderli speciali.

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Ed è questo mindset a permetterti di fare cose che prima non avresti creduto possibili, come l’oro in SuperG a Val d’Isere, nel 2009, quando dopo le prime cinque atlete si è scatenata una tempesta di neve e sono scesa con una visibilità ai limiti del praticabile.

È stata la mia prima medaglia d’oro mondiale.

I Mondiali sono unici, perché tutti gli sciatori e le sciatrici del Mondo guardano a quelle date con l’idea di andare a prendere qualcosa di eterno.

I favoriti d’obbligo come gli outsider, i giovani come i veterani: tutti possono costruirsi un momento di gloria.

Una gara perfetta, che nessuno potrà mai cancellare dall’albo d’oro della storia.

Io mi aspetto grandi cose a Cortina.

Mi aspetto grandi cose dalle italiane, da Brignone e da Bassino, che gareggeranno in casa e che stanno entrando in forma proprio nel momento giusto.

Mi sarei aspettata grandi cose anche la mia sfortunata amica Sofia Goggia, alla quale mando un abbraccio sincero.

Mi aspetto grandi cose dai campioni e anche da chi campione aspira ancora a diventarlo.

Mi aspetto giornate di luce chiara e piste perfette, come sempre accade da quelle parti.

Mi aspetto un grande spettacolo e mi aspetto anche di emozionarmi un po’ per il primo appuntamento in cui non sarò al cancelletto, in un posto che più di altri significa molto per me.

Lindsey Vonn / Contributor

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