Sasha Vujacic

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HAPPY HOLYDAYS EVERYONE.

Quando sono arrivato in NBA ero ancora molto giovane e mi hanno insegnato un sacco di cose importanti. Magari piccoli dettagli a cui prima non facevo caso.

Ai Lakers, ma non solo lì, quando arrivava il periodo natalizio venivi coinvolto in tantissime iniziative per celebrare il mese di dicembre: video per i tifosi, foto, manifestazioni.

Tutto fatto con scopi benefici o per avvicinarti un po’ alla grande fan base dei team: sono iniziative che adoro perché mi fanno sentire il contatto con la gente.

E una delle prime cose che mi ho imparato in quelle occasioni è che bisognerebbe sempre dire happy holydays perché questo periodo dell’anno non è proprio uguale per tutti e per certe persone può anche avere un significato completamente diverso.

Soprattutto se appartengono a religioni differenti o provengono da un angoletto del Mondo lontano dal tuo.

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Comunque quando vivi dentro il pianeta NBA il Christmas game ha un sapore tutto particolare, tutti lo aspettano fin dalla definizione del calendario e viene sempre scelto con grande cura: insomma it’s a big thing.

Innanzittutto non tutte le squadre vengono coinvolte ma, quasi sempre, solo le piazze più importanti e la tavola viene sempre apparecchiata per sfide molto, molto attese.

Io ho fatta tappa ai Lakers e ai Knicks quindi direi che me la passavo piuttosto bene in termini di prestigio delle squadre: a Los Angeles ed a New York puoi star sicuro che il Christmas day te lo fanno passare con la canotta addosso.

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L’anno scorso per esempio è stato il turno di Knick-Celtics al Garden.

Ragazzi il Garden è una cosa pazzesca.

Ho visto arene in tutto il Mondo ma quella è davvero the world most famous one..

Tutto è unico la dentro: la storia che si respira, le luci che sono diverse da quelle di qualunque altro palazzo della lega, lo scricchiolio del parquet.

Spike in prima fila.

La Mecca del gioco veramente ed io avevo la fortuna di chiamarla casa.

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Purtroppo i Verdi ci hanno bastonato di brutto e io ci sono rimasto malissimo.

Perché comunque il giocatore, soprattutto quello che ha un background europeo come il mio, soffre tantissimo dopo ogni singola sconfitta.

Io se perdo mi torturo tutto il giorno.

Quindi ho passato il resto del mio Natale incazzato nero, per fortuna che almeno c’era mio fratello con me e che the Big Apple durante le feste non è niente male.

Comunque io con i verdi ho un conto in sospeso, una storia degna di un romanzo, da quando vestivo la maglia gialloviola dei Lakers.

Io quella squadra lì, quella che ha l’irlandese con la bombetta in testa come simbolo, cerco di nominarla il meno possibile.

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NBA Finals 2008 perdiamo 4 a 2 proprio contro di loro, un dolore pazzesco per tutti noi.

Non c’è niente di peggio di perdere le Finals, perché tu in fondo hai fatto una grande stagione se sei arrivato lì, hai vinto la Western Conference.

Batti Denver.

Batti Utah.

Sopravvivi ad una battaglia pazzesca contro Duncan e gli Spurs, ma..

Ma non hai ancora fatto niente se poi perdi la finale.

Niente.

Quindi dopo aver perso gara 6 eravamo davvero a pezzi.

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E cosa ti fa la Lega l’anno dopo?

Ovviamente programma la rivincita allo Staples in Christmas matinée.

Nel nostro spogliatoio per tutta la stagione 2008/2009 era vietato vestire qualunque cosa di colore verde.

Oh proprio vietato!

Abbiamo anche accompagnato alla porta qualche giornalista che non lo sapeva ed arrivava con un qualcosa addosso dal colore sbagliato.

Avevamo una fame pazzesca.

Di solito quando vai in trasferta durante date importanti, oltre al Natale anche il Ringraziamento o la Pasqua e così via, se hai un coach esperto e sensibile ti fa portare la tua famiglia in albergo con te.

È uno di quei dettagli che fa la differenza di solito, perché ti aiuta ad essere produttivo in campo e sereno fuori allo stesso tempo.

Quindi i verdi erano in albergo a LA con tutte le famiglie al seguito, felici dei loro anelli e sorridenti.

Ma quel giorno abbiamo vinto noi, noi che volevamo far vedere a tutto il Mondo che il nostro momento stava arrivando, che era il nostro turno.

Abbiamo giocato una delle nostre migliori partite di quell’anno.

Un altro capitolo di storia gialloviola contro biancoverdi.

Una rivalità pazzesca quella e una crescita, la nostra, che ci ha portati fino alla vendetta definitiva: le Finals 2010.

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Giocare a Natale in NBA ha un gusto tutto particolare davvero, soprattutto per me che amo Dicembre: è nettamente il mio mese preferito!

Come dicevo all’inizio happy holyday a tutti ragazzi, spero che vi siate ricordati di scrivere la vostra lettera a Babbo Natale, che ci abbiate scritto le cose giuste e, più di ogni altra cosa, che abbiate scritto l’indirizzo corretto!

Sasha Vujacic / Contributor

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